Il fotovoltaico

da Casalia su 08/10/2011 - 21:00 |

Tags: casa, fotovoltaico, investire

Il fotovoltaico

La tecnologia fotovoltaica consente di trasformare direttamente la radiazione solare in energia elettrica, senza la necessità di meccanismi in movimento. Essa sfrutta il cosiddetto effetto fotovoltaico, basato sulle proprietà di alcuni materiali definiti semiconduttori (cioè con caratteristiche sia di conduttori elettrici sia di isolanti elettrici), i quali sono in grado di generare opportunamente elettricità quando vengono investiti da radiazione solare. Il dispositivo elementare che è alla base della tecnologia fotovoltaica è la cella fotovoltaica, costituita da un materiale semi-conduttore (in genere silicio) opportunamente trattato. Un insieme di celle fotovoltaiche collegate tra loro in serie o in parallelo costituisce il modulo fotovoltaico.
Che cos'è il fotovoltaico?
Un impianto fotovoltaico consente di trasformare, direttamente e istantaneamente, l'energia solare in energia elettrica senza l'uso di combustibile Un impianto fotovoltaico connesso alla rete elettrica di bassa tensione è essenzialmente costituito da moduli fotovoltaici (ovvero da un generatore o campo fotovoltaico), da un sistema detto inverter che converte la corrente continua in corrente alternata, come quella prelevata dalla rete per l'alimentazione delle apparecchiature elettriche (elettrodomestici, computer ecc.), da dispositivi di protezione e cavi di collegamento (quadri elettrici e cavi) e dal misuratore dell'energia elettrica prodotta (contatore).
Vantaggi


Produzione di energia elettrica nel luogo in cui si consuma (autoproduzione), riducendo o annullando il fabbisogno di elettricità prelevata dalla rete, con una minima gestione e manutenzione.


Possibilità di utilizzare tutta l'energia generata e non consumata immediatamente, attraverso il servizio di “scambio sul posto” o la cessione a terzi.


Modularità: gli impianti possono essere ampliati a piacere aumentando anche successivamente la capacità produttiva.


Manutenzione ridotta, per l'assenza di parti in movimento.


Semplicità d'utilizzo: è molto veloce e semplice da installare (ad esempio un impianto da 20 kWp connesso alla rete e installato su un tetto, viene realizzato in circa 7-10 giorni dall'inizio dei lavori.

Impatto ambientale estremamente basso: in particolare, durante la fase di esercizio, l'unico vero impatto ambientale è rappresentato dall'occupazione di superficie.

Tali caratteristiche rendono la tecnologia fotovoltaica particolarmente adatta all'integrazione negli edifici in ambiente urbano. In questo caso, infatti, sfruttando superfici già utilizzate, si elimina anche l'unico impatto ambientale in fase di esercizio di questa tecnologia. I benefici ambientali ottenibili dall'adozione di sistemi FV sono proporzionali alla quantità di energia prodotta, supponendo che questa vada a sostituire energia altrimenti fo ...

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QUANDO CONVIENE L’ACQUISTO DELLE CA...

da Casalia su 08/10/2011 - 20:41 |

Tags: casa, casa ecologica

QUANDO CONVIENE L’ACQUISTO DELLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE?

UNA CASA DI LEGNO ECOLOGICA E A RISPARMIO ENERGETICO DI QUALITA’ CERTIFICATA AD OGGI RAPPRESENTA UN INVESTIMENTO ECONOMICO CHE VERRA’ SENZ’ALTRO AMMORTIZZATO NEL GIRO DI QUALCHE ANNO.
Tuttavia è necessario fare chiarezza e capire se scegliere di affidarci al settore delle case prefabbricate in legno rappresenti in tutti i casi una scelta sensata o se convenga realizzare la nostra abitazione in edilizia tradizionale.Dando per scontato che il lettore del mio blog abbia compreso a fondo i vantaggi pratici delle case in legno e i grandi pregi che questo materiale offre dal punto di vista del confort abitativo, vorrei focalizzare la questione sull’aspetto puramente economico.Un’abitazione in laterocemento costa mediamente meno di una in legno. Una buona impresa di costruzioni è in grado di realizzare una casa con un valido isolamento termico, una dotazione impiantistica moderna ed efficiente e un adeguato capitolato di finitura con un costo che può oscillare intorno a 1.000 - 1.200 €/mq. Un risparmio su questo prezzo è ottenibile solamente a scapito della qualità costruttiva, dato che difficilmente il proprietario è disposto a sacrificare le finiture della sua abitazione. Supponendo ciò, possiamo ipotizzare la costruzione di un alloggio piuttosto disperdente con circa 900 €/mq.Le case prefabbricate di legno ad alto rendimento restano ancorate in una fascia di prezzo che oscilla intorno a 1.200-1.400 €. Questo genere di abitazioni garantisce altresì costi di gestione irrisori e bollette energetiche trascurabili.Riassumendo, per un’ipotetica abitazione di 150 mq. commerciali, abbiamo tre fasce di prezzo ben delineate:1. Laterocemento economico: 900 €/mq.2. Laterocemento isolato: 1.100 €/mq.3. Case in legno: 1.300 €/mq.Le abitazioni del primo tipo apparterranno a classi energetiche molto basse (E-F), con alti consumi per riscaldamento e necessità di condizionamento estivo costante. Si può ragionevolmente fissare un costo per le bollette di gas ed elettricità pari a € 3.500.Le case realizzate in tradizionale del secondo tipo hanno un buon isolamento, ma la loro efficienza resta limitata dallo spessore contenuto della parete e dagli inevitabili microdifetti costruttivi (ponti termici, assemblaggi), posizionando la classe energetica ai gradini superiori (C-D).Difficilmente si potrà rinunciare all’aria condizionata, anche se il suo utilizzo potrà essere limitato alle ore più calde della giornata. In ogni caso difficilmente la bolletta energetica potrà scendere sotto i 2.000 €.Le case prefabbricate in legno, se ben progettate (pianta compatta ed orientata, apporti solari a sud, schermi frangisole per l’estate) garantiscono il massimo del rendimento energetico, appartenendo alle classi superiori (A-B). In questo caso l’aria co ...

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Manovra finanziaria: torna la tassa s...

da Casalia su 01/09/2011 - 19:52 |

Tags: casa, manovra, redditi

Manovra finanziaria: torna la tassa sulla prima casa

La manovra finanziaria piacerà pure alla Merkel ma probabilmente non agli italiani con un reddito medio-basso che vedranno abbattersi sulle proprie modeste finanze un carico di quasi mille euro in più a famiglia.
Colpa dei tagli lineari del 5 e poi del 20% su ben 483 sgravi fiscali, dai figli a carico alle spese mediche e del ritorno dell'Irpef sulla prima casa.
"Il governo cambia idea e reintroduce l'Ici mascherata da Irpef" - commenta in una nota stampa, Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti" dove aggiunge:
"La riduzione della deduzione per l'abitazione principale sarà del 5% nel 2013 e del 20% dal 2014: ovvero a regime, la tassazione dell'unità abitativa sarà su una base imponibile pari al 20% della rendita catastale.
Secondo una simulazione elaborata dal quotidiano Repubblica, un proprietario con una casa di 80 metri quadrati, situata in una zona semi-centrale di una grande città, dovrà mettere sull'imponibile Irpef il 20% dei 1.000 euro della sua rendita catastale: se questo contribuente ha un reddito annuo di 15 mila euro e una aliquota del 23% dovrà rassegnarsi a pagare 46 euro in più."

Comprare casa o prenderla in affitto?

da Casalia su 01/09/2011 - 17:27 |

Tags: affittare, Appartamento, investire, redditi

Comprare casa o prenderla in affitto?

Una recente indagine di mercato si è occupata della convenienza di comprare casa (ricorrendo ad un mutuo) piuttosto che prenderla in affitto. Sono stati presi in considerazione dodici appartamenti situati in dieci città e sono stati utilizzati, per effettuare il confronto, prezzi e affitti di mercato. Nella ricerca si ipotizza che il potenziale acquirente e l’affittuario abbiano lo stesso tenore di vita, che paghino entrambi le spese condominiali ordinarie (di gestione), che i contanti che uno anticipa per l’acquisto,  l’altro (l’inquilino) li investa in titoli di Stato. Il proprietario paga le rate del mutuo e l’altro il canone di affitto di mercato. L’inquilino, inoltre, investe la cifra che il proprietario paga per spese straordinarie e l’assicurazione. Dall’indagine risulta che quasi sempre il calcolo è a favore di chi compra l’appartamento
in cui vive. Infatti dopo dieci anni, si ritrova con un capitale più alto rispetto a chi ha scelto di stare in affitto. E la situazione non cambia anche allungando a quindici anni la durata del periodo preso in considerazione. Insomma conviene comprare. Si otterrebbe un risultato completamente opposto, ipotizzando uno scenario diverso per quanto riguarda il costo del denaro. Immaginando un ritorno del rendimento dei titoli di Stato al 3% e i tassi dei mutui al 4,5%, la convenienza passa dalla parte dell’affitto. Se ne deduce che, quando le rate del mutuo sono più alte e la redditività dell’investimento alternativo al mattone è più elevata, diventa meno conveniente investire nella casa. Se ragioniamo nell’ottica dell’investimento, quando si vuole comprare casa è bene procedere ad una valutazione attenta del mercato. In linea generale è sempre meglio comprare appartamenti di piccolo taglio, in stabili in buone condizioni. E puntare su zone ben collegate e ben servite, possibilmente vicino a università, sedi di grandi aziende, centri direzionali. Si possono così incrociare le esigenze di studenti universitari, professionisti, manager, dipendenti in trasferta. Va però detto che in questi casi per affittare in canone libero, o si fà un contratto per la durata standard di quattro anni automaticamente rinnovabili o bisogna ricorrere a escamotage che presentano forti rischi di legittimità. Prendendo per esempio degli immobili la cui redditività varia dal 3% al 5% lordo, è bene privilegiare l’acquisto per uso diretto immediato o in attesa che serva ad un figlio. In questo secondo caso, si può dare in affitto la casa per qualche anno ricavandone un reddito analogo a quello dei titoli di Stato. Un’operazione classica, e ancora consigliabile, è l’acquisto di un appartamento già affittato e da destinare, in futuro non molto prossimo, al figlio o a ...

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